Nella società contemporanea, caratterizzata da iper connessione, manipolazione narrativa e progressivo indebolimento della capacità critica, il contributo teorico di Vittorio Gallese Stefano Moriggi e Pier Cesare Rivoltella può essere reinterpretato come un invito a recuperare la centralità dell’ esperienza interiore attiva. Per questi autori i concetti di immaginazione creatrice, percezione integrata e intersoggettività consapevole assumono una funzione emancipativa.
Viviamo immersi in un ambiente visivo che plasma desideri, opinioni e comportamenti a partire da algoritmi e dispositivi che anticipano le nostre scelte. In questo contesto, l’immaginazione creatrice può essere letta come la capacità di generare immagini interiori non etero determinate, un esercizio di libertà mentale contro la passività percettiva, un processo di individuazione in un tempo di conformismo cognitivo. Gli autori ci fanno riflettere indicandoci una direzione pedagogica e culturale quella del pensiero per il presente:
– rigenerare il pensiero come atto libero, contro le forme di controllo cognitivo e di condizionamento algoritmico;
– restituire alla percezione profondità e intenzionalità, contro la frammentazione dell’ attenzione;
– costruire comunità fondate su intersoggettività consapevole, contro la dispersione e la polarizzazione .
Nell’incontro di questi tre autori emerge l’incontro di tre livelli fondanti una pedagogia dell’Intersoggettività digitale che mira a : ridurre la polarizzazione affettiva indotta dagli algoritmi; coltivare la responsabilità dialogica; sviluppare empatia consapevole, distinguendo risonanza emotiva da manipolazioni persuasive.
Nel contesto scolastico e soprattutto in classe ciò significa: educare alla lettura dei meccanismi emotivi dei social (media awareness);
favorire compiti collaborativi che integrino corpo, pensiero e interazione digitale;
sviluppare una competenza etica -relazionale fondata non sulla reazione, ma sulla riflessione condivisa.
In un mondo fondato sul controllo informativo e sul declino del pensiero critico, questa integrazione offre agli educatori una cornice teorica solida e strumenti pratici per formare soggetti autonomi, vigili e relazionalmente competenti.




