1. Che cos’è il nostos
Il termine nostos (νόστος) nella cultura greca antica indica il ritorno a casa, soprattutto dopo un viaggio difficile o un’esperienza trasformativa.
Nell’Odissea, il nostos è il movimento centrale: il lungo processo attraverso cui Ulisse tenta di tornare a Itaca, non solo come luogo fisico, ma come ritrovamento di sé dopo erranza, smarrimento, prove e metamorfosi.
Significati simbolici principali
- Ritorno alle origini: al sé profondo, alla propria identità.
- Ricostruzionedi un senso di continuità dopo rotture o crisi.
- Guarigioneda ferite dell’esperienza.
- Ritrovare un posto nel mondo, nelle relazioni e nella comunità.
- Ri-narrazione della propria storiadopo aver vissuto qualcosa che ne ha interrotto la linearità.
Il nostos è quindi un processo di ritorno trasformato, non un semplice “ritorno come prima”.
2. Collegamento con la psicoterapia sistemica intersoggettiva
La psicoterapia sistemica intersoggettiva interpreta l’individuo all’interno delle relazioni significative e dei sistemi di appartenenza. Le identità non sono viste come entità isolate, ma come costruite e ricostruite dentro le interazioni, negli spazi intersoggettivi.
Come il concetto di nostos si connette al modello intersoggettivo-sistemico
a) Il ritorno come riorganizzazione del Sé nelle relazioni
Il nostos può essere visto come il percorso attraverso cui la persona:
- ricostruisce il proprio senso di sé dentro nuove configurazioni relazionali,
- rielabora ruoli, aspettative e appartenenze.
La terapia diventa il luogo in cui tornare a casa nel proprio sé relazionale, dopo traumi o storie familiari complesse.
b) Il viaggio come ciclo transizionale nei sistemi familiari
Il percorso di Ulisse è paragonabile ai cicli di vita nelle famiglie:
- separazione – esplorazione – crisi – nuove competenze – reintegrazione.
Il paziente compie un viaggio simile nella terapia: esce da narrazioni rigide, attraversa fasi di incertezza, costruisce nuove possibilità e ritorna alla propria storia con significati nuovi.
c) L’incontro con l’altro come motore di trasformazione
Nell’ottica intersoggettiva il sé emerge dal campo relazionale condiviso.
Nel nostos, Ulisse torna diverso perché trasformato da ciò che ha incontrato.
In terapia, questo si traduce nel fatto che:
- la relazione terapeutica co-costruisce nuovi modi di essere,
- l’altro (il terapeuta) diventa uno spazio sicuro per riformulare la propria narrazione,
- il ritorno al sé non è un processo solitario ma co-creato.
d) Narrazione e co-narrazione
Il nostos implica una ri-narrazione dell’esperienza: raccontare il viaggio per ritrovare la continuità della propria storia.
La terapia sistemica intersoggettiva lavora proprio sulle:
- narrazioni personali,
- narrazioni familiari,
- narrazioni condivise nel setting terapeutico.
Il ritorno a casa è allora il ritorno a una storia che ha “senso”.
e) Appartenenza e identità
Nostos riguarda il bisogno umano di sentirsi parte di qualcosa.
In prospettiva sistemica:
- si lavora sui legami,
- sul senso di appartenenza,
- sulla possibilità di ricostruire un posto nel proprio sistema (familiare, sociale, affettivo).
Il nostos diventa una metafora del processo terapeutico: ritrovare un luogo interno ed esterno in cui poter essere, riconosciuti e riconoscibili.
Bibliografia di riferimento
Fonti primarie
- Omero,Odissea: testo fondativo del nostos come ritorno trasformativo.
- Esiodo,Teogonia e Opere e Giorni: non sul nostos in senso stretto, ma importanti per contesto simbolico e antropologico della reintegrazione dell’eroe.
Studi sul nostos
- HélèneMonsacré,Leslarmes d’Ulysse (1984): interpreta Ulisse come figura identitaria, centrata sulla perdita e recupero del sé.
- Jean-Pierre Vernant,L’individuo, la morte, l’amore (1989): analisi simbolica dell’eroe greco come soggetto in costruzione attraverso prove e ritorno.
- Bruno Snell,La scoperta della mente (1946): fondativo per comprendere la nascita del senso di soggettività nella cultura greca.
- Gregory Nagy,The Best of the Achaeans (1979): esplora il tema del ritorno come compimento eroico e metamorfosi identitaria.
- Murnaghan,Disguise and Recognition in the Odyssey (1987): sul riconoscimento come momento centrale del nostos.
- James Redfield,Nature and Culture in the Iliad (1975): utile per collegare la struttura greca del viaggio-ritorno ai cicli simbolici di identità e appartenenza.
2. Riferimenti teorici su narrazione, identità, ritorno a sé
Questi autori permettono di pensare il nostos come processo narrativo trasformativo, che si connette in modo diretto alla psicoterapia:
- Paul Ricoeur,Sé come un altro (1990), Tempo e racconto (1983-85): identità narrativa, continuità/discontinuità del sé.
- Jerome Bruner,La fabbrica delle storie (2002): narrazione come costruzione di sé.
- Donald Polkinghorne,Narrative Knowing and the Human Sciences (1988): narrazione come modalità primaria di comprensione dell’esperienza.
- Dan McAdams,The Stories We Live By (1993): identità come mitopersonale.
- Peter Brooks,Reading for the Plot (1984): le strutture narrative come ritorno verso un senso.
3. Riferimenti della psicoterapia sistemica
Per collegare il nostos ai modelli relazionali, familiari e sistemici:
Classici del pensiero sistemico
- Gregory Bateson,Steps to an Ecology of Mind (1972): basi del pensiero sistemico; identità come processo relazionale nel contesto.
- Mara SelviniPalazzoli, Boscolo, Cecchin, Prata, Scuola di Milano:Paradosso e controparadosso (1975), I giochi psicotici della famiglia (1968).
- Jay Haley,Strategies of Psychotherapy (1963);
- Salvador Minuchin,Families and Family Therapy (1974).
- Ivan Boszormenyi-Nagy,InvisibleLoyalties (1973): legami di appartenenza e giustizia relazionale.
Psicoterapia sistemica post-moderna / cibernetica di secondo ordine
- Harlene Anderson & Harold Goolishian,The Client Is the Expert (1988): costruzionecongiuntadellarealtà.
- Tom Andersen,The Reflecting Team (1991): intersoggettività nella pratica terapeutica.
- Kenneth Gergen,RelationalBeing (2009): identità emergente dal campo relazionale.
- Lynn Hoffman,Family Therapy: An Intimate History (2002): spostamento verso una visione dialogica e intersoggettiva.
4. Riferimenti specifici sulla clinica intersoggettiva e relazionale
Questi sono i riferimenti teorici più vicini all’idea di ritorno al sé attraverso lo spazio intersoggettivo, tra cui anche contributi italiani:
Psicoanalisi intersoggettiva / relazionale
- Jessica Benjamin,The Bonds of Love (1988); Beyond Doer and Done To (2017): co-creazione del sé, riconoscimentoreciproco.
- Stephen Mitchell,Relational Concepts in Psychoanalysis (1988).
- Lewis Aron,A Meeting of Minds (1996).
- Stolorow, Atwood, Orange,Worlds of Experience (2002): teoria intersoggettiva dell’esperienza emotiva.
- Daniel Stern,The Present Moment in Psychotherapy and Everyday Life (2004): intersoggettività incarnata, momenti di incontro.
Modelli integrativi intersoggettivo-sistemici
- Vittorio Cigoli & Eugenia Scabini,Il famigliare (2006): significati di appartenenza, legami, ritorni generazionali.
- Matteo Selvini, lavori sullacollaborazione terapeutica e sul terapeuta come attivatore dialogico.
- Gianfranco Cecchin& T. Tomm,Hypothesizing, Circularity, and NeutralityRevisited: il terapeuta come co-costruttore di significati.
- Maurizio Andolfi,La terapia familiare multigenerazionale (1994): ritorno alle radici, processi di appartenenza e identità familiare.
